Nei giorni scorsi "Patto per il Nord" ha organizzato due presidi autostradali mirati sul locale, ma il nervo da scoprire è molto più grande.
Im Europa esisto nazioni dove non esiste il pedaggio stradale, in Germania, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Estonia, Danimarca e Lussemburgo viaggiare per lavoro o per diletto è gratuito, nel Regno Unito, salvo alcune ridotte tratte, anche.
Austria, Slovacchia, Slovenia, Svizzera ed Ungheria vige la vignetta autostradale obbligatoria che consente di viaggiare comunque senza salassi.
Va aggiunto che spesso le autostrade e le strade dei Paesi citati sono di qualità decisamente superiore a quelle italiane.
Ma in Italia abbiamo anche un Fisco mobile che colpisce chi decide di conseguire la patente per l’autorizzazione alla guida dei veicoli, nonché poi anche le tasse che vanno dall’acquisto dell’auto, alla manutenzione, alla benzina (un mondo nuovo di tasse, dazi e accise tutto da scoprire e dove scoprirete delle cose mai viste). In sintesi i due terzi di quanto pagato al distributore è una tassa, avete capito bene, in percentuale siamo vicini al 70% del prezzo pagato.
Ma se tutto si limitasse all'auto sarebbe anche sostenibile, oltre alla tassa sul possesso di un visore Tv scopriamo che in Italia esiste una serie smisurata di balzelli fantasiosi oltre che spinosi. Ora ne vediamo qualche esempio tra i tanti.
Se andiamo a leggere qui scopriamo che tra le spese da affrontare si rilevano anche i diritti che spettano al Comune per lo svolgimento dei funerali, le spese per la cremazione o la sepoltura. Che un’altra tassa assurda è quella sull’ombra. Essa grava su tutti coloro che installino una tenda all’esterno che faccia ombra sul marciapiede. Secondo la legge italiana, infatti, si tratterebbe comunque di occupazione di suolo pubblico. L’applicazione di tale tassa, tuttavia, rientra nella discrezionalità dei Comuni, quindi non è applicata a livello nazionale.
Sono tassati altresì i balconi e i ballatoi, che facciano ombra sulla pubblica via. La tassa vale anche in presenza di tende o insegne pubblicitarie.
Qui invece scopriamo che esiste anche unatassa sui gradini, Non grava su tutti gli italiani, ma in alcune realtà locali è un balzello che è stato riesumato e che devono versare tutti coloro che hanno scale che partono dalla strada o dal marciapiede e portano fino al portone di ingresso dell’abitazione. Altro non è che la Tosap, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
Tanto per insistere se andiamo a informarci qui scopriamo che esporre il tricolore è costato caro ad un cittadino di Desio, che qualche tempo fa si è visto appioppare una sanzione pari a 280 Euro, per riconoscere allo stato italiano i diritti di pubblicità sul vessillo nazionale.
Che esiste la tassa per uscire di casa. Si chiama TOSAP ed è la tassa di occupazione di suolo pubblico, da versare se si vuole occupare in qualsiasi modo una sede stradale di proprietà del demanio statale. Se il passo carraio, che permette ingresso e uscita da una proprietà privata, sbocca su una strada che ha queste caratteristiche, ecco il balzello senza il quale non si può uscire di casa con il proprio veicolo. Che dire poi dei gradini? Tutti coloro che hanno una casa, la quale preveda dei gradini di ingresso da una strada o un marciapiede pubblico, devono versare un’imposta ogni anno per potervi accedere.
Scorrendo queste righe invece scopriamo che esiste la tassa sulle memorie,
Si tratta di un contributo che grava sulle memorie fisse o rimovibili quali hard disk, chiavette, smartphone, smartwatch e quant’altro, in favore della SIAE e della protezione del diritto d’autore.
Che esiste la tassa sulla disoccupazione, generalmente a carico dei disoccupati, è in realtà una tassa di iscrizione ai concorsi pubblici, che può essere applicata facoltativamente dall’Ente organizzatore del concorso.
Che, udite udite, esiste la tassa sulle invenzioni. Si tratta di tasse che gravano sul deposito e sul mantenimento dei brevetti per l’invenzione industriale, brevetti per il modello di utilità, disegni e modelli, e così via.
E che non poteva mancare la tassa sulle suppliche.Le richieste avanzate nei confronti della Pubblica Amministrazione, ad esempio istanze, petizioni, ricorsi e così via, sono soggette a tassazione a vario titolo.
L'ultima fonte ci racconta che in bolletta elettrica paghiamo anche la tassa sulle centrali fantasma, ovvero le nucleari, che invece sappiamo che in Italia sono in stato di spegnimento e che sempre in bolletta esiste una voce EF-EN, cioè paghiamo una tassa affinchè l’uso dell’energia sia efficiente ma il preciso funzionamento di tale efficienza resta misterioso.
Insomma, l’Italia è il terzo paese dell’area OCSE con la maggiore pressione fiscale su cittadini, lavoratori e imprese. Il prelievo fiscale, solo quello statale, si aggira oltre il 43% e, tra altre imposte locali e IVA su tutti i beni acquistati, il prelievo fiscale ”percepito” supera il 60%.
Tutto questo non è più sostenibile. E' giunta l'ora della svolta. E' giunta l'ora di dare fiducia a "Patto per il Nord", è giunta l'ora di spezzare le catene e vivere in modo libero e sostenibile.
Viva la libertà, viva l'autonomia, viva il Nord!!!!

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