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lunedì 12 maggio 2025

Commercio di vicinato: orgoglio, tradizione e comunità

 

Firmerò l'articolo con il mio nome per senso di responsabilità ma tutto quello che leggerete è condiviso da tutto il "Patto peri il Nord", il Sindacato del Nord.

Uno dei punti che più ci sta a cuore è la tradizione e la cultura locale e questa si trasmette e tramanda anche attraverso il commercio di vicinato, attraverso i mercati e gli ambulanti; tutti settori in crisi per cause imputabili alle scelte nazionali (oltre che globali) che chi siede  al Governo Nazionale e nelle Giunte Regionali avvalla e incrementa da decenni.

Il commercio di vicinato sta affrontando diverse difficoltà, tra cui la concorrenza delle grandi catene, la crescente preferenza per lo shopping online e le difficoltà legate alla burocrazia. Questo ha portato a un calo del numero di esercizi commerciali e a una diminuzione delle vendite, con conseguenze negative per le comunità locali. 

La difficoltà più recente ed al momento più impattante è figlia delle scelte  anticovid del governo "legastellato": il boom del commercio online. I numeri sono piuttosto chiari in merito. Nel corso del 2023 il commercio digitale ha vissuto un vero e proprio boom: in Italia sono stati consegnati complessivamente circa 906 milioni di pacchi (una media di quindici per abitante); nella sola Lombardia, sono stati recapitati oltre 166 milioni di pacchi, equivalenti al 18,4% del totale nazionale, rendendola quindi la Regione con il maggior numero di consegne effettuate.

Ma dobbiamo parlare anche della concorrenza delle grandi catene, in cambio molte amministrazioni locali hanno favorito il fiorire di opere di urbanizzazione. Ma riguardo le scelte politiche possiamo parlare anche di burocrazia e normative, la normativa italiana per il commercio può essere complessa e difficile da gestire per i piccoli imprenditori, rendendo più difficile l'apertura e la gestione di un'attività. Possiamo aggiungere alle responsabilità dei governanti, magari in corresponsabilità con i commercianti, altri fattori quali la mancanza di giovani imprenditori che siano disposti ad aprire e gestire un negozio di vicinato, il costo degli affitti che nei centri urbani possono essere elevati, rendendo difficile per i piccoli negozi di vicinato rimanere competitivi, i costi di manutenzione e modernizzazione dei locali spesso vecchi e che necessitano di manutenzione e aggiornamenti alle leggi, che possono essere costosi se non insostenibili. 

Analizziamo un pò le conseguenze della crisi del commercio di vicinato. Oltre alla perdita di identità culturale e sociale riscontriamo una sostanziale perdita di posti di lavoro e di servizi per la popolazione e la desertificazione commerciale, con conseguenze negative per la vivibilità dei quartieri e la qualità della vita dei cittadini. La chiusura dei negozi di vicinato può inoltre rendere più difficile per le persone con problemi di mobilità o che vivono in zone periferiche accedere ai servizi essenziali. 

Considerato che quasi 26 milioni di italiani hanno perso l’accesso a uno o più servizi commerciali di base diventa tanto ovvio, quanto necessario che occorrano delle azioni mirate di cui i nostri amministratori spesso parlano ma che mai attuano, Sarà cura di "Patto per il Nord" lavorare per alcuni punti essenziali che troviamo di seguito.

Parliamo di una semplificazione della normativa per il commercio può rendere più facile l'apertura e la gestione di un'attività, incoraggiando l'imprenditoria locale. 

Parliamo di un supporto economico e finanziario alle piccole imprese, per aiutarle a sostenere i costi di gestione e a investire in innovazione e sviluppo. 

Parliamo di una promozione del commercio di vicinato quale valore aggiunto per le comunità locali, evidenziando la sua importanza per la vivibilità dei quartieri e la qualità della vita dei cittadini. 

Parliamo di incentivi fiscali, la concessione di incentivi fiscali per i negozi di vicinato può renderli più competitivi rispetto alle grandi catene. 

Parliamo di investimenti in infrastrutture, è necessario investire in infrastrutture che favoriscano la crescita del commercio di vicinato, come la realizzazione di parcheggi e di aree pedonali. 

Il nostro cuore batte per il Nord, per i suoi Cittadini, per le sue imprese, piccole o grandi che siano, ma soprattutto per la Comunità, l'Orgoglio e la Tradizione che hanno reso grandi le nostre Terre.

Giorgio Bargna, tessera 0624, Patto per il Nord


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