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lunedì 23 giugno 2025

DAL SOGNO ALLA REALTA'

 



Il "Sogno Padano" nasce ufficialmente il 12 aprile 1984 in uno studio notarile di Varese, attraverso la fondazione della "Lega Autonomista Lombarda". 

Furono Como e sempre Varese a designare i primi seggi parlamentari nel 1987. Il 10 febbraio 1991, a conclusione del I Congresso Federale, svoltosi a Pieve Emanuele, fu fondata ufficialmente la Lega Nord.

Ma torniamo al Sogno Padano, perché questo rimane vivo ancora oggi, mentre ciò che resta della Lega Nord affonda ogni giorno di più.

Anche se qualcuno cerca di affossare tutto, alcuni ideali restano ancora vivi tra gli abitanti del Nord. Parliamo di autonomia e federalismo, di cultura locale, di posizioni conservatrici in ambito sociale.

Chi ha cullato il Sogno Padano sostiene l'idea di un maggiore decentramento dei poteri dallo Stato centrale, che si traduce nella massima autonomia legislativa, fiscale e amministrativa, ma crede anche nella cultura locale, composta tra l'altro dalle tradizioni, dalla storia e dalla lingua tramandata. 

Chi ha sostenuto il Sogno Padano crede, anche a favore delle maestranze, in politiche economiche favorevoli alle imprese, con un'attenzione particolare alla riduzione del carico fiscale e alla semplificazione burocratica.

Chi ha creduto e crede nel Sogno Padano si oppone fermamente all'immigrazione clandestina, sia nell'ottica di un identità nazionale, che in quella della sicurezza.

L'ipotesi amministrativa del Sogno Padano la scrisse Gianfranco Miglio: uno Stato federale diviso in 3 macro-regioni (Nord, Centro e Sud) dotate di ampie autonomie, oltre alle cinque regioni a statuto speciale. Al governo vi sarebbe stato, invece, un presidente federale rappresentante l’unità del Paese eletto da tutti i cittadini di tutte le macro-regioni. Al suo fianco, a completare il governo, vi sarebbero stati i governatori delle tre macro-regioni e un rappresentante delle cinque regioni a statuto speciale.

Oggi "Patto per il Nord" nasce e si sviluppa tra la Gente e per la Gente non con l'intenzione di scalzare o sostituire la Lega, ma con la voglia e l'impegno di concretizzare il Sogno Padano.
Non con l'intenzione di fare politica di milizia ma per creare un futuro sostenibile per le prossime generazioni e per noi stessi.

Giorgio Bargna

Patto per il Nord Como

Per il Nord, Noi 










 

venerdì 20 giugno 2025

Dal residuo fiscale alla gabbia salariale


Già ne abbiamo parlato, ma ricordiamolo ancora, il residuo fiscale è un indicatore che può essere utilizzato per valutare l'equilibrio finanziario tra le regioni e lo Stato. 

Un residuo fiscale positivo indica che la regione versa più tasse di quanto riceve, mentre un residuo negativo indica che la regione riceve più risorse di quanto versa.

La Lombardia, guardo a casa mia, con il suo alto residuo fiscale positivo, dimostra di essere un importante contribuente per l'economia italiana, ma anche che parte di questo contributo non torna in forma di servizi pubblici nella regione. 

Chissà perché però le regioni che hanno un residuo fiscale a loro favore sono quelle dove la vita costa meno. Sicuramente incide un certo fattore di ruralità a loro favore, ma sicuramente hanno a disposizione anche molti più ammortizzatori sociali od aiuti statali quali ad esempio "resto al sud".

Le zone produttive al contrario sono tartassate attraverso i prezzi di affitti e costo per l'acquisto di immobili, si sobbarcano i costi di inverni molto freddi, si accollano i costi di trasporto per raggiungere i posti di lavoro (e relativi ritardi se si tratta di trasporto pubblico), si ritrovano con i prezzi dei supermercati che stanno lievitando in maniera esponenziale, devono affrontare una sanità sempre più privatizzata e draconiana.

Ma oltre questo c'è un paragone che potrà sembrare ignobile ma che rende l'idea: perché se bevo una birra in un bar pugliese la pago un euro e in Lombardia almeno quattro? Questo danneggia sia il cliente che l'esercente, è un altro residuo, quello che serve a coprire un elevata evasione delle tasse, tasse che un lavoratore messo a regime paga attraverso il sostituto d'imposta.

Ormai al Nord una famiglia non può più permettersi di essere monoreddito salvo non essere inserita nell'annovero dei nuovi poveri. 

E allora oggi più che mai occorre tornare a parlare di gabbie salariali.

Le gabbie salariali sono un sistema che differenzia i salari in base alla zona geografica, con retribuzioni più basse in aree con un costo della vita inferiore. In Italia, sono state attuate dal 1945 al 1968, guarda caso il periodo del boom economico, per essere poi contestate proprio dalle regioni che il residuo fiscale lo hanno a proprio favore. 

Il futuro sostenibile del Nord non può prescindere dalle "Gabbie Salariali" almeno finquando non si arriverà all'istituzione di Regioni Autonome su tutto il territorio nazionale, si creerà concorrenza e responsabilità, ma nel frattempo chi sostiene economicamente la Nazione ha diritto a vivere dignitosamente,

Giorgio Bargna

Patto per il Nord Como

Per il Nord, Noi


 

domenica 15 giugno 2025

Regione autonoma? Ponte autonomo!!!

 

Nella giornata del 14 giugno, durante la presentazione, a Como, di "Patto per il Nord", ho avuto la possibilità di essere uno dei primi comaschi a firmare la petizione promossa da "Libero Stretto NO Ponte" (la firma successiva la mia è stata di una signora siciliana).

Ora non sto a valutare l'impatto ecologico, la possibilità di una infrastruttura sicura o meno, le infiltrazioni mafiose. Non sto nemmeno a valutare se dopo aver attraversato il ponte troviamo una logistica stradale che avvalli la necessità di questa opera.

Mi siedo e fingo che questo ponte sia utile, ma mi domando a chi sia utile. Presumibilmente ai siciliani, ma credo che forse nemmeno a loro interessi molto, ho l'impressione che, oltre alle ultime di Salvini, tra l'altro eletto nel collegio di Reggio Calabria, nei decenni le spinte alla costruzione del ponte venissero dalla terraferma più' che dall'isola. 

Poi mi interrogo e dico: io che sono autonomista sogno di avere la mia Lombardia come Regione Autonoma per non dipendere da Roma, i Siciliani sono fortunati perché la Regione Autonoma la hanno a disposizione. Che la sfruttino questa situazione di vantaggio.

Che dirvi, se davvero questo ponte è utile perché non invitare la Regione Autonoma della Sicilia a realizzarlo, con i soldi del pedaggio, se davvero l'opera è utile, non ci vorrà molto a ripagare le spese. 

Poi se dovranno vedersela con la manutenzione rimane sempre e comunque una questione di autonomia, perché cari signori l'autonomia è l'anima della crescita della responsabilità.

Alla conclusione chiedo per tutti l'autonomia in modo che cresca la responsabilità, una dote che molti politici e cittadini hanno seppellito sotto due metri di terra.

Giorgio Bargna

Patto per il Nord Como

Per il Nord, Noi


sabato 7 giugno 2025

Il SIDACATO DEL NORD, antidoto a povertà e miseria

 


Perché scegliere "Patto per il Nord"?

Partiamo da una fotografia del Paese.

Secondo i dati Istat in Italia la povertà è ormai una crisi strutturale. La popolazione è sempre più anziana, gli anziani sono sempre più soli e le famiglie con figli sono quelle che soffrono di più. Tanto è vero che un italiano su 10 rinuncia a curarsi, tanti per motivi economici, in un sistema sanitario pubblico al collasso che spinge sempre più verso la salute a pagamento. 

Le persone in povertà assoluta sono 5,7 milioni, praticamente un italiano su dieci. Ci sono 1,3 i milioni di minori che vivono in povertà assoluta in Italia!!!!

Ma esplode anche la percentuale di persone che, pur non vivendo al di sotto della soglia di povertà assoluta, corrono il forte rischio di caderci: si tratta di più di un quinto della popolazione (il 23,1%). Il rischio è minore per le coppie senza figli, soprattutto se la persona di riferimento della famiglia ha almeno 65 anni (15,6%), mentre raddoppia per gli individui che vivono in famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni (30,5%). Combinando i due dati, emerge che le persone che vivono in povertà assoluta o che ne sono a rischio rappresentano il 32,8% della popolazione, quasi un cittadino su tre.

Se lavori tendenzialmente non dovresti essere povero, ma sebbene l’occupazione sia in aumento, rimane problematico il fenomeno del lavoro a basso reddito. L’Istat conferma che nel 2023 il 21,0% dei lavoratori è risultato essere a rischio di lavoro a basso reddito: questo è inaccettabile in una Repubblica che si dichiara fondata sul lavoro, ma dove di fatto vivono circa 1,2 milioni di lavoratori poveri.

Questo è uno dei principali motivi per aderire a "Patto per il Nord" tanto caro a Roberto Bernardelli quanto a me.

Come contrastare questo scempio?

Ecco la ricetta proposta dal SINDACATO DEL NORD:

- Salario basato sul costo della vita dei territori, la contrattazione collettiva non basta come Milano città ha ampiamente dimostrato. Nel mondo moderno - vedi il “London living wage” - gli stipendi non sono più nazionali ma territoriali.

- Totale detassazione di tutte le PENSIONI maturate attraverso il pagamento di contributi, frutto di anni di sacrificio dei lavoratori

- una legislazione che obblighi gli istituti finanziari a facilitare l'accesso al credito con prestiti agevolati per l' AGRICOLTURA, l'ARTIGIANATO e qualunque attività di MONTAGNA.

- Difesa del nostro TESSUTO ECONOMICO produttivo attraverso una lotta serrata e costante a tasse, accise, balzelli, attraverso la soppressione totale di ogni forma di assistenzialismo, clientelismo e sperpero di denaro pubblico.

Questa è l'ultima e la più concreta organizzazione che si vuole occupare del futuro del Nord, ma anche delle altre aree italiane.

Questo è L'ULTIMO TRENO PER IL NORD!!!!

Sali e contribuisci al futuro tuo e dei tuoi FIGLI E NIPOTI!!!


Giorgio Bargna,

Patto per Il Nord Como


MILANO - MEDA: no alla trasformazione della Tratta B2 in autostrada a pagamento

  In qualità di Segretario Provinciale su Como ribadisco personalmente il pensiero del nostro Movimento Federale. Patto per il Nord ritiene ...